Monte Viglio (tentative # 2)

Sali lungo la cresta scoscesa, il vento ti taglia il viso...eppure continui a salire, la neve è alta...affondi con tutta la gamba... eppure prosegui in silenzio.
La vetta è lontana, devi ancora stringere i denti e combattere contro gli elementi ma non ti fermi, neanche per riprendere fiato, perchè vuoi arrivare in cima...per primo.
I compagni sono appena dietro di te, li senti imprecare, maledire la montagna, bestemmiare il vento, ma anch'essi non si stancano, tenaci si inerpicano per il sentiero.

Cosa sarà mai che ci spinge a raggiungere la croce, a sudare fatica e a patire gelo, a soffrire per le gambe indolenzite e per le mani gelide...cosa sarà?
Non trovi una risposta immediata ma, poi, la risposta arriva: vita.
Si, la montagna è la sintesi della vita.
Un cammino difficile, un sentiero ripido, tante difficoltà, la tentazione di cedere, di non farcela, la sofferenza, la vetta...o i pochi metri alla vetta.
Ecco io vi ho voluto dire di quel sabato di dicembre, dove tre giovani spavaldi hanno attaccato il monte Viglio gonfio di neve, lo hanno ghermito fino quasi all'ultimo metro per poi arrendersi e perdere così la sfida.
Però credetemi, quei tre giovani spavaldi non si sentiranno mai sconfitti.